Anno Pastorale 2007/08

Programma  pastorale 2007 -2008

 

“SIAMO  CHIESA”

 

Partendo dal progetto pastorale diocesano così delineato nell’ultima Assemblea Diocesana, dopo aver invitato nel 2005-2006 ad incarnare lo stile sinodale in tutta la vita della diocesi  e delle singole parrocchie (“Siate di quelli che mettono in pratica”) e dopo aver incoraggiato nel 2006-2007 il coinvolgimento di tutti i fedeli, specialmente di coloro che per vari motivi si sono allontanati dagli appuntamenti delle nostre comunità (“Alza gli occhi intorno e guarda”), ora si tratta di riflettere meglio sulla nostra realtà di popolo di Dio e sulle tappe che ogni settimana scandiscono, caratterizzano e sostengono il nostro cammino nella storia, qualificandoci come testimoni di “colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi… sacerdoti per il suo Dio e Padre” (Ap 1, 5-6),

 

L’obiettivo di questi orientamenti pastorali per l’anno 2007-2008 è quello di rafforzare la coscienza di appartenere alla Chiesa quale popolo di Dio, mediante un approfondimento di carattere esperienziale, che pone la propria attenzione sull’assemblea dei fedeli riunita nel giorno del Signore per celebrare l’Eucarestia e inviata a testimoniare il comandamento nuovo dell’amore.

 

1.2.      Anche se la dottrina sul popolo di Dio è forse l’elemento che più di ogni altro ha caratterizzato l’evento conciliare, questi orientamenti pastorali non si addentrano in una specifica trattazione di ordine teologico, ma intendono proporne  una comprensione di carattere esperienziale focalizzando l’incontro dei fedeli, ogni domenica, per la celebrazione dell’Eucarestia e tenendo conto di come, proprio dalla partecipazione ai santi misteri, ciascuno diventa capace di testimoniare la carità di Cristo nel popolo di tutti coloro che, non essendo contro di noi, sono con noi.

 

1.4.      Nell’assemblea eucaristica lo Spirito santo fa sì che ogni singola comunità cristiana possa sentirsi parte viva del popolo che da un confine all’altro della terra offre a Dio un sacrificio perfetto (cfr. pregh eucar III) e incessantemente invoca il suo Signore perché sia tolto ogni ostacolo sulla via della concordia e la Chiesa risplenda in mezzo agli uomini come segno di unità e strumento di pace (cfr. pregh riconc II).

1.5.      In ogni assemblea liturgica il primo segno della presenza del Signore è l’assemblea riunita. Anche nelle comunità più piccole l’assemblea è sempre l’espressione viva della Chiesa intera, che insieme a Cristo Signore offre a Dio il culto spirituale. Per questo ogni singola celebrazione deve essere sempre adeguatamente preparata, tenendo conto delle caratteristiche proprie di quella assemblea, valorizzando le varie possibilità offerte dalle norme liturgiche per far sì che i fedeli presenti possano partecipare attivamente, devotamente e fruttuosamente ai santi misteri.

 

 

1.6.      Il popolo di Dio non è da intendere come assemblea piatta e amorfa, ma come popolo caratterizzato dalla varietà dei carismi e gerarchicamente strutturato.  

 

1.7.      Questa attenzione alla dimensione “di Popolo” della comunità cristiana è da considerare con la massima cura  per  allontanare il rischio dello scivolamento verso concezioni troppo elitarie della Chiesa, non permettendo che le energie e l’impegno pastorale vengano assorbite in maniera troppo esclusiva da alcune minoranze di fedeli ben disposti.  

 

1.8.      Questa attenzione al carattere popolare della Chiesa può essere di aiuto anche a dissolvere una presunta lontananza (pur tuttavia reale in talune specifiche situazioni) tra l’istituzione ecclesiastica e la concreta vita quotidiana delle persone. È sempre necessario, infatti, in ogni circostanza far sentire la Chiesa più vicina al cuore della gente con tutte le sue necessità quotidiane e a far sentire la gente più vicina al cuore della Chiesa.

 

1.9.      L’attenzione alla Chiesa come popolo di Dio e al suo riunirsi un assemblea per la sacra liturgia porta poi anche a considerare l’importanza di una effettiva valorizzazione della religiosità popolare, seguendo così le indicazioni offerte dal sinodo.

 

1.10.    Infine l’attenzione all’assemblea liturgica deve risolversi in attenzione per la testimonianza della carità verso tutti i fratelli. La testimonianza della carità, infatti, è il criterio di verifica per valutare quanto sia effettivamente fruttuosa la nostra partecipazione all’Eucarestia nel segno dell’unico Pane spezzato per tutti e per renderci contadi quanto sia realmente maturo il nostro senso di appartenenza all’unico popolo di Dio testimone di Cristo nella storia.

  L’impegno delle Parrocchie 

 

2.D.2. Il gruppo liturgico

In tutte le parrocchie sia attivo un gruppo liturgico, composto da fedeli laici e dove è possibile anche da religiose.

a. Il gruppo liturgico ha lo scopo di:

-  aiutare i sacri ministri nelle celebrazioni

-  favorire l’assidua collaborazione con i catechisti, con i responsabili della Caritas, ecc…

- animare l’assemblea liturgica nell’accoglienza, nel canto e in tutte le varie espressioni.

b. Il gruppo non dovrà mai apparire chiuso ed esclusivo, ma sempre aperto alla collaborazione di nuove persone disponibili a servire lietamente il Signore e l’assemblea cristiana. (cfr. sinodo 52b-d).

 

c. I parroci cerchino di individuare con fiducia e prudenza i fedeli più idonei e disponibili a svolgere i vari servizi liturgici, compreso il canto, coinvolgendo i bambini specialmente nel servizio all’altare (assai importante non solo liturgicamente, ma anche pedagogicamente), senza tuttavia farne una riserva esclusiva per loro (cfr. sinodo 57).

 

2.D.3. Il luogo delle celebrazioni

Per esprimere il carattere comunitario di ciascuna celebrazione liturgica bisogna in ogni modo evitare che i santi misteri possano venire considerati benefici privati: pertanto, al di fuori di gravi necessità, le celebrazioni dell’Eucarestia si svolgano in chiesa o nell’oratorio e siano aperte a tutti i fedeli. l’Eucarestia nelle cappelle private, o fuori del luogo sacro si chieda il consenso esplicito del Vescovo”. (cfr. sinodo 54a-d). Per la  celebrazione dei singoli sacramenti si tenga presente quanto il Sinodo ha decretato (cfr Sinodo 65 - 92).

 

2.D.4. Il numero delle celebrazioni

Nella celebrazione eucaristica si deve esprimere sempre l’unità del popolo di Dio: dove c’è l’Eucarestia c’è unità e dove si pongono divisioni non si può partecipare al Corpo del Signore. (cfr. 1Cor 11, 21ss). Pertanto dove le condizioni lo permettono si celebri l’Eucarestia una sola volta nel giorno del Signore… e anche nelle comunità più numerose si eviti il moltiplicarsi delle celebrazioni, invitando i fedeli a preferire quella che maggiormente esprime l’unitarietà della Parrocchia. Si verifichi poi ovunque la possibilità di ridurre ulteriormente il numero delle celebrazioni festive, tenendo conto non solo delle singole parrocchie, ma delle zone pastorali e comunque non si introducano nuove celebrazioni se non per grave motivo e con il consenso esplicito del Vescovo. Infine nel giorno festivo non si celebri l’Eucarestia per piccoli gruppi, ma tutti siano invitati alla celebrazione comune”.  (sinodo 77b-e).

 

2.D.5. le tradizioni popolari

La cura della religiosità popolare è per natura sua affidata particolarmente alle parrocchie.

Si richiamano anche a questo riguardo alcune disposizioni sinodali (cfr. sinodo 103-104).

-  Le tradizioni religiose popolari sono un segno vivo della nostra cultura cristiana e non devono essere minimamente trascurate, ma piuttosto rinvigorite, anche con l’equilibrato inserimento di nuove iniziative.

-  Quando una tradizione è particolarmente sentita dal popolo, si cerchi di preparare la ricorrenza con la predicazione e la catechesi, avendo cura di non mortificare la fede semplice del popolo e di presentare sempre l’Eucarestia come fonte e culmine di tutta a vita cristiana.

-  Si ponga inoltre molta attenzione a coinvolgere nella celebrazione e nella preparazione delle feste più tradizionali anche i fedeli che meno frequentano la liturgia in Parrocchia, in modo che si sentano accolti e magari invitati a continuare il loro servizio nelle occasioni ordinarie.

Spesso poi nelle feste popolari la liturgia eucaristica è preceduta (o, nel caso specifico del “Corpus Domini”, seguita) dalla processione: non si insisterà mai abbastanza nel raccomandare l’importanza di queste espressioni pubbliche della fede del popolo cristiano e della cura scrupolosa con cui vanno sempre preparate. (Trattandosi di manifestazioni pubbliche, che mettono in gioco la credibilità della pratica religiosa, si invita ad una attenta riflessione sulle specifiche disposizioni sinodali: App. VI)

 

E. Dalla liturgia al servizio del prossimo

Pur raccomandando caldamente la ricezione di tutte le disposizioni emanate dal sinodo, questi orientamenti pastorali si limitano qui a richiamare alcuni punti riguardanti il rapporto fra liturgia e carità.

2.E.1. “In questo non vi lodo…”

Ogni comunità cristiana deve sempre tenere presente l’invito dell’Apostolo a non permettere che vi sia “chi ha fame e chi è sazio”, “gettando disprezzo sulla Chiesa di Dio e umiliando chi non ha niente”, per non rendersi “colpevole verso il Corpo e il Sangue del Signore” e così “mangiare e bere la propria condanna”  

2.E.2. La Caritas Parrocchiale

È compito specifico della caritas “orientare la comunità Parrocchiale al valore e alla pratica dell’accoglienza… proponendo di  coinvolgere quanti frequentano la catechesi in esperienze forti di carità vissuta… preparare insieme agli animatori della liturgia alcune celebrazioni in cui si voglia maggiormente evidenziare l’aspetto della carità” (sinodo 119f-h).

2.E.3. La comunione ai malati e agli anziani nelle famiglie

Un’attenzione particolare deve essere rivolta alle famiglie che assistono gli ammalati e gli anziani nelle case. In particolare, per non privare nessuno della necessaria assistenza spirituale, nelle famiglie che lo desiderano si rechi ogni settimana il ministro straordinario della comunione, ogni mese il sacerdote (dove non è richiesta la comunione si verifichi se si accetta un momento di preghiera, o almeno se è gradita la visita). (cfr. sinodo 58f).

2.E.4. L’attenzione a chi viene da fuori

Le parrocchie sono poi interpellate dalla presenza di molte persone venute da altri paesi, particolarmente dalle collaboratrici domestiche venute dall’est dell’Europa. Il sinodo ha raccomandato di fare buona accoglienza alle persone straniere e soprattutto ha invitato le parrocchie pongano particolare attenzione a quanti condividono la nostra fede, facendoli sentire parte viva della nostra comunità cristiana, inserendoli adeguatamente nelle strutture Parrocchiali e valorizzando i loro carismi nell’assemblea eucaristica (cfr. sinodo 114g-h).

Una considerazione analoga, tenendo ben conto della diversa condizione, può valere anche per i turisti che soggiornano più a lungo fra noi.

 

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 Obiettivo dell’anno

 

 

Abbiamo pensato che l’obiettivo deve essere pensato per il prossimo triennio in vista della Settimana di Fraternità e avrà questa scansione: 

 

Ob: Il Popolo di Scansano  fa un passo avanti nel cammino di fraternità e incontrando Cristo, liberatore della fraternità, impara a scoprire e a purificare  (2007-2008), comprendere (2008 –2009) e vivere  (2009 –2010) la realtà della Chiesa   e di questa fa una intensa esperienza nella ”Settimana di Fraternità” nella Quaresima del 2010 .

 

 

2007 - 2008

La scoperta e la purificazione: Liberare i cristiani dai pregiudizi sulla Chiesa   

Ob.: Il Popolo di Scansano inizia lo svelamento della realtà della Chiesa come naturale continuazione del cammino della fraternità con l’innesto della presenza di Cristo Signore, cercando, per prima cosa, di riportare l’immagine della Chiesa  alla sua vera  identità  correggendo i pregiudizi che la rendono non invitante e non attraente. Lontana.

 

Perché:

-         la Chiesa è stata sovraccaricata nella nostra storia, senza essere innocente, di pregiudizi che ne hanno falsificato la natura e il senso: ridotta al prete (ci pensi lui!), al tempio di pietre (in chiesa ci si va! E’ un luogo), ai sacramenti che distribuisce (ma per essere in pari), alla (poco liberante) morale che propone, ai “soliti bigotti” che frequentano (perché ci guadagnano! hanno un interesse, per farsi vedere), una associazione di carità (apprezzata) o agenzia di educazione (aiuta contro i pericoli cui vanno incontro i ragazzi); una agenzia burocratica di fogli e di regole cui sottoporsi; una immagine sbiadita e poco accattivante;

 

-         La Chiesa   è  “la fraternità in Cristo di tutti coloro che sono battezzati”;

 

-         Il primo passo – necessario- da fare per svelare il vero volto della Chiesa, è scrostare da essa le incrostazioni per rivelare  il volto più simpatico e accogliente.  Questa è la condizione per scoprire di appartenere alla Chiesa.

 

 

 

 

 

Slogan:                SIAMO

 

      Vigna – Famiglia- Città di Dio- Corpo di Cristo- Sposa fedele- Tempio di pietre vive- Città di Dio - 

            C   H   I   E   S  A

  

 

Il popolo di Scansano vive l’opportunità della ristrutturazione dell’Edificio del convento come scoperta del fatto che la Chiesa è di tutti, che è il luogo dove si celebra la vita e il luogo d’incontro di  Dio e dei fratelli. E’  il segno di  della Comunità delle persone radunate in Cristo.

Una occasione per far sentire che la Chiesa come realtà di tutti anche se per qualche tempo non lo è stata.  Qui hanno pregato i nostri padri. Si può dire che la casa del Signore è la nostra casa.

 

Appuntamenti

 

1.1. Festa della Famiglia (7 Ottobre)

La famiglia non è un fatto burocratico, ma un evento che ha bisogno del   progetto che rivela il sogno di Dio – oppure Sposa fedele

 

1.2. Festa dei Santi e dei morti  (1 - 2 Novembre)

    Siamo Vigna di Dio- La Chiesa non celebra la morte e il dolore, ma la vita

 

    21-23  Novembre : Le Scalzine

    Chiesa con porte e finestre  da tenere aperte: per tutti e non per pochi

 

1.3. Tempo di Avvento (2 Dicembre)

Mattone e sasso: ciascuno ha il suo posto

 

1.4. Festività Natalizie (15 Dicembre - 6 Gennaio)

    Siamo Famiglia di Dio – La Chiesa non è burocrazia, Istituzione, ma realtà di relazioni vere ed autentiche nel nome del Signore

 

    Festa della Pace

    Aspettando il messaggio del Papa

 

1.5. Candelora (2 Febbraio)

    Figli di una Madre premurosa – La Chiesa   è più che un’ agenzia educativa

 

 

   Mese della Vita

   In questo anno la Quaresima comincia subito (6) e non c’è spazio

   per   approfondire il tema.

 

1.6. Tempo di Quaresima (6 Febbraio Ceneri)

    Siamo Città di Dio dove ciascuno mette a disposizione i doni ricevuti per il

    Bene di tutti.    

 

1.7. Feste Pasquali ( 16 -23 Marzo)

    Siamo Corpo di Cristo – La Chiesa non è il prete

 

1.8. Mese di Maggio

Maria Madre della Chiesa

 

1.9. Festa della 1 Comunione  (25 Maggio) e Cresima (10 Maggio s.)

    Siamo il campo di Dio – non distributore di sacramenti (obbligatori)

    Come cemento che tiene uniti

 

1.10. Festa di San Giovanni Battista (22-24 Giugno)

    Siamo il tempio di pietre vive – La chiesa non è un edificio