Anno Pastorale 2006/7
Programma pastorale 2006 -2007
“Una solidarietà che sa condividere”
Partendo dal progetto pastorale diocesano così delineato nell’ultima Assemblea Diocesana “Il libro sinodale si apre con una affermazione importante : “Comunicare il Vangelo a tutti è il compito fondamentale della Chiesa…. Di qui l’urgenza di aprire la nostra comunità cristiana ad uno stile di vita che trasformi ogni iniziativa in una occasione propizia per l’annuncio del Vangelo a favore di tutti. ( Cfr. 1-2 )
Pretendere che la buona notizia raggiunga tutti non è né pretenzioso né ingenuo, se partiamo dalla convinzione che il Dio rivelatoci da Gesù Cristo è un Dio presente nella storia degli uomini.
Gesù stesso si considera Rivelazione di Dio (chi vede me vede il Padre) non come Colui che porta Dio ma come Colui che lo manifesta, Segno Ultimo del Padre.
Evangelizzare significa allora stimolare, aiutare e sostenere gli uomini perché vivano secondo la volontà di Dio. Evangelizzare non è ‘farli diventare dei nostri ’ ma piuttosto aiutarli a diventare ‘di Dio’.
La frase biblica che fa da sostegno a questi orientamenti pastorali è di Isaia. Il Signore chiede: “Alza gli occhi intorno e guarda”. (Is 62)
Che cosa c’è da vedere? Un popolo che ritorna, i figli liberati che festosamente sono accolti nella città santa.
Il Signore invita tutti noi a guardare il desiderio di “ritorno” di quanti nel loro intimo cercano Dio con cuore sincero; ci chiede di tenere sempre le porte aperte, di giorno e di notte, perché nessun impedimento sia d’ostacolo all’atteso rientro.
Questo è un motivo di speranza per tutti ed un chiaro orientamento: la Chiesa vive sempre in stato di “nuovo esodo” ed è sempre chiamata ad accogliere con gioia i suoi figli.
Obiettivo dell’anno:
In questo anno pastorale poniamo la nostra attenzione perché si suscitino le condizioni di un rinnovato ritorno, offriamo con fiducia un annuncio ed un invito, in modo da coinvolgere chi abitualmente non frequenta la vita di parrocchia, ma che sostanzialmente mostra una certa sensibilità al vangelo.
Questo coinvolgimento sia graduale, diversificato e rispettoso delle persone.
Avvicinare e coinvolgere le persone può significare:
·incentivare le buone relazioni e cercare particolari occasioni di annuncio evangelico (dall’invito a qualche iniziativa promossa dalla parrocchia fino alla valorizzazione del semplice saluto cristiano rivolto abitualmente a tutti);
·far partecipi tutti della vita di parrocchia, attraverso un’adeguata comunicazione, perché nessuno possa dire: “io non lo sapevo, altrimenti sarei venuto”;
·offrire qualche incarico nella parrocchia a nuove persone, tenendo conto della disponibilità di ciascuno, anche per impegni piccoli e semplici;
·rendere corresponsabili delle decisioni quanti mostrano volontà di collaborare;
·stimolare un rilancio della vita cristiana di quanti lasciano intravedere una certa volontà di ripresa;
·far scoprire in tutti la dignità che proviene dal Battesimo per cui ogni credente, non solo è destinatario, ma anche soggetto dell’evangelizzazione.
Alcuni indicazioni operative:
Per le parrocchie:
- Molti sono coloro che all’interno delle nostre realtà parrocchiali o diocesane non vengono raggiunte dall’informazione, dagli inviti a partecipare, dalle proposte. … Dedicare ai messaggeri alcuni incontri di formazione…redigere bene un mezzo di comunicazione …..I messaggeri diventano segno della volontà della parrocchia di aprirsi al territorio..
- Ci sono determinate circostanze nelle quali è naturale incontrare adulti non praticanti. Vengono in mente quegli adulti, genitori ma non solo, che entrano in gioco nel momento in cui i loro figli si preparano ai sacramenti: Battesimo, Cresima,. Eucaristia, Prima Confessione, ma anche corsi prematrimoniali…
- In occasione di alcune celebrazioni particolari il concorso di popolo è veramente grande. Si pensi alle celebrazioni del Natale, della Pasqua, delle feste patronali, esequiali e di alcuni sacramenti.
- Ormai l’immigrazione è una realtà considerevole nella nostra diocesi, soprattutto in alcune parrocchie. Si ponga una particolare attenzione nei riguardi dei fratelli e delle sorelle immigrati, specialmente ai cattolici, facendoli sentire parte viva della nostra comunità cristiana e inserendoli adeguatamente nelle strutture e nelle iniziative parrocchiali (cfr.114/h). Sia offerta la possibilità di culto per i fratelli ortodossi, presenti in modo considerevole nelle nostre comunità.
- Alcuni atti liturgici o celebrazioni eucaristiche vengano preparate nelle varie zone o ambienti della parrocchia, in modo da raggiungere chi abitualmente non frequenta (cfr. 78/b ), coinvolgendo le famiglie ospitanti nei preparativi della celebrazione ed invitando i vicini a prenderne parte.
Obiettivo dell’anno
Abbiamo pensato che l’obiettivo per il prossimo anno potrebbe essere così descritto:
“Il popolo di Scansano, dopo aver affrontato il tema della Fraternità
e della Fraternità risanata dalla grazia della Riconciliazione,
si apre alla fraternità che si fa aiuto reciproco, solidale e capace di condividere i beni spirituali e materiali nelle situazioni semplici di ogni giorno”.
Si tratta in primo luogo di aprire gli occhi davanti alle necessità
E in esse collaborare, prestare aiuto,
servire, rendersi disponibili,
aiutare gli altri ad esprimersi,
fare dono del proprio tempo,
imparare gli atteggiamenti di Gesù verso i poveri,
aprirsi ai bisogni del Terzo Mondo.
Si tratta in secondo luogo di manifestare la propria vicinanza con un atteggiamento capace di condividere facendo in modo di far fruttare i doni per la fraternità,
condividere conoscenze e competenze,
cercare forme di dialogo e di collaborazione nella ricerca delle soluzioni,
scoprire e valorizzare le espressioni della nostra cultura,
superare con la condivisione le povertà che abbiamo sotto gli occhi,
capacità di una vita austera e parsimoniosa per costruire la giustizia e la pace,
sentirsi responsabili dei beni della Comunità parrocchiale
lavorare per la fraternità universale promuovendo e collaborando con chi opera a questo scopo.
Perché:
· il valore della fraternità è nella concretezza della vita: spesso purtroppo rimane estranea alla vita quotidiana o perché si riduce a parole, o perché distratti, non ci si rende conto dei bisogni; oppure viene realizzata senza quell’amore che rende capaci di entrare in relazione con l’altro nella libertà della condivisione;
· Il Buon Samaritano è Gesù che con atteggiamento benevolo e premuroso vede, si china sulle nostre povertà, le cura e le guarisce;
· una fraternità aiuta e ogni aiuto non può che essere fraterno, nel senso della condivisione, cioè della volontà di riconoscere dietro ai bisogni la persona da amare.
In particolare ci sembra di dover sottolineare
· Comunicazione e le strutture di partecipazione parrocchiali, vicariali e diocesane
· Attenzione alla Caritas
· Ai nostri fratelli venuti da lontano
· Malati
· Povertà vicine e lontane
· Mercato equo e solidale
Il colore scelto per quest’anno è l’arancione.
Lo sviluppo tematico per la pastorale della moltitudine potrebbe essere così descritto:
Si inizia con la Festa della Famiglia che ci aiuterà a mettere al centro il dialogo come stile di vita per condividere le gioie e le preoccupazioni della famiglia; nella Festa dei Santi e dei Morti ci sembra opportuno condividere, come dono stupendo della nostra fede, la speranza della Resurrezione dei nostri cari; Le Scalzine ci porteranno all’incontro con le persone immigrate nella nostra terra;
nel di Tempo dell’Avvento ci si ispirerà a Maria modello di disponibilità e ai suoi atteggiamenti di povertà, pazienza ed umiltà, virtù necessarie per essere disponibili; e il Natale avrà al centro Gesù povero che ci spinge ad amare i poveri;
il Mese della Pace lo vivremo illuminati dal Messaggio di Papa Benedetto e nella Festa di S. Antonio condivideremo il rispetto al creato con tutti coloro che fanno fatica a vedere Dio dietro le creature; nella Candelora condivideremo la luce che è Cristo e impareremo a guardare come Lui guarda (“apri gli occhi intorno e guarda”);
la Quaresima sarà un tempo nel quale la condivisione si esprimerà nella conquista di uno stile di vita austero e sobrio per arrivare alla Pasqua, festa dell’amore assoluto di Dio per noi, e trovare in Cristo la salvezza dalle nostre fragilità e debolezze e peccati che ci impediscono di condividere la sorte dei nostri fratelli;
nel mese di Maggio insieme a Maria SS, speranza del mondo intero condivideremo i doni da condividere con i fratelli e nella Celebrazione dei Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana condivideremo la gioia dell’Incontro con Cristo nel suo Corpo e con l’amore dello Spirito Santo.
Concluderemo con San Giovanni condividendo la gioia della verità evangelica che dice che: è “meglio servire che essere serviti”.
Appuntamenti
1.1. Festa della Famiglia (8 Ottobre)
1.2. Festa dei Santi e dei morti (1 - 2 Novembre)
21-23 Novembre : Le Scalzine
1.3. Tempo di Avvento
1.4. Festività Natalizie (15 Dicembre - 6 Gennaio)
Festa della Pace
1.5. Candelora (2 Febbraio)
Mese della Vita
1.6. Tempo di Quaresima
1.7. Feste Pasquali ( 9-16 Aprile)
1.8. Mese di Maggio
1.9. Festa della Prima Comunione e Cresima
1.10. Festa di San Giovanni Battista (23 - 26 Giugno)